ABC

Sebastian Marino - keyboards

Jacopo Ferrazza - electric bass

Luca Fareri - drums

 

When I first listened to this music I was impressed by the synergy and technical ability of these three great young and skilled musicians.
All compositions are masterfully arranged and every detail is perfectly cared from the execution of the song to the language used. I found interesting when even the catchy tracks become well-structured and skillfully managed.
My heartfelt wish for ABC is to keep experimenting new great ideas to create memorable cool music.

 

(Fabrizio Bosso)

 

 

Nel mondo attuale Jazz Rock e Fusion sono spesso sinonimo di successo per pubblico sempliciotto: le ibridazioni piacciono, è vero, anche quando cedono per vari ed ovvi motivi a scorribande “piacione” di cui tanto appetito hanno Radiole e Programmini televisivi nell’estro del pubblicitario commerciale e dell’affare a poco prezzo. Occhio e orecchio, amici ascoltatori e jazzofili d’ogni provenienza, la band ABC non ha nulla a che vedere con prezzi di mercato né con le penne rosse dei rugosi benpensanti: i Tre hanno talento ed inventiva, cultura e grande passione, e non disegnano semplici cartoline musicali bensì divengono in un Caleidoscopio (Vivaddio anche divertente) di elettrizzanti concentrazioni espressive e di sinergie e di prospettive di ricerca dedicate innanzitutto a se stessi e a chi attende risvolti inediti e sorprendenti da perizie tecniche, emozioni ascendenti e belle melodie. L’Idea centrale di Begin Again è veloce ed energica: Lee Ritenour, The Crusaders, Jeff Lorber, i transiti contemporary della GRP Records e del Must nipponico Casiopea, il magnifico effettismo Weather Report, vengono accolti nei magneti bassistici di  Jacopo Ferrazza, nei registri delle tastiere di  Sebastian Marino e nel timing del batterista Luca Fareri, con quel tanto di eclettismo visionario che occorre al Jazz per dichiararsi propulsore d’Intenti innovativi, mai indifferenti a ciò che accade nell’Extra Mondo della World Music. E, se è possibile godere della frullante libertà ispanica di Chick Corea in Juntos e Alma Latina, in modo altrettanto agile il Cliché vibra nelle pulsazioni di Pita’s così come nelle flessioni notturne ed intimiste di A Silent Drop 2015, moventi e splendide ballads sibilate tra le corde sospese del basso di Ferrazza fratello di Jaco Pastorius ed il lirismo pianistico di Marino, Immagini ed Emblemi di un Segno di assoluta emotività, sottesa senza neanche eccessiva discrezione per un album da intuire oltre ogni intuizione suggerita vuoi dal titolo vuoi dall’enigmatica sintesi dei sostantivi scelti per indicare i brani, perché la Musica è sempre e semplicemente là per dire di ciò di cui la Parola non può parlare.

(Fabrizio Ciccarelli)

 

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